venerdì , 19 ottobre 2018
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Come evolverà l'IoT nel 2017?

Come evolverà l’IoT nel 2017?

Quest’anno ci aspettiamo che il settore dell’IoT maturi ed inizi a presentare in modo tangibile alcuni dei suoi numerosi vantaggi, in uno scenario che – tuttavia – vedrà la presenza contemporanea sia di fattori stimolanti che di elementi problematici.
In primo luogo c’è da rispondere concretamente alle questioni legate alla sicurezza, partendo sia dai regolamenti governativi che dalle best practice messe a punto dalle aziende fornitrici; tra le opzioni possibili va considerata l’etichettatura relativa al profilo di sicurezza informatica dei prodotti di consumo, oltre alla definizione di specifici standard di riferimento. Quello che ci si attende da parte degli hacker, comunque, non è solo la violazione dei singoli dispositivi ma anche attacchi su vasta scala.
Un trend praticamente scontato è la crescita, partendo da numeri che, secondo Gartner e IDC, descrivono un mercato già oggi del valore di 6,4 miliardi di dollari con 9 miliardi di dispositivi connessi (senza contare telefoni, tablet e computer tradizionali); le proiezioni, invece, parlano di 15 miliardi di oggetti intelligenti entro la fine del 2017.
Ma una tale crescita deve avere solide basi, oltre alla sicurezza garantita: molte sono infatti le imprese potenzialmente interessate ad espandere la propria offerta nel settore IoT o a dotarsi di strumenti IoT; tuttavia, affinché possano investire con fiducia (leggi: riduzione di costi e rischi), occorre che possano contare su una serie di piattaforme standardizzate e condivise, progettate per i diversi tipi di applicazioni e settori merceologici. A questo proposito gli analisti prevedono che le sole piattaforme, come valore di mercato, cresceranno del 33% anno su anno fino al 2021.
Accanto alle piattaforme, analoghe considerazioni vanno fatte per l’interoperabilità delle soluzioni, resa possibile da molteplici standard aperti, capaci di far coesistere le applicazioni legacy con i possibili sviluppi tecnologici futuri – insomma: tutto tranne un modello unico e vincolante. Secondo McKinsey, l’argomento “interoperabilità” vale – considerate le varie sfaccettature – qualcosa come 4,000 miliardi di dollari.
Al CES 2017 abbiamo assistito ad una vera esplosione dei prodotti di consumo, ma la vera spinta alla crescita sarà dalle imprese. Infatti, se fino ad oggi le applicazioni IoT si sono concentrate su soluzioni per problematiche singole, nel prossimo futuro l’intera filiera produttiva sarà ampiamente impattata; lo scopo? Ottimizzare i processi e migliorare l’agilità delle aziende nel dare risposte alle esigenze del mercato – oltre a ridurre i costi operativi.
Ci sono infine le questioni del provisioning e delle certificazioni degli oggetti IoT; la prima riguarda la facilità di censirli e collegarli alla rete, mentre la seconda è relativa ad una sorta di “marchio di qualità” che dovrebbe caratterizzare ogni singolo componente specificandone caratteristiche, capacità di operare rispettando una serie di normative e conformità agli standard di riferimento.

Fonte: iotworldnews.com

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