domenica , 20 gennaio 2019
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Intelligenza artificiale: alcune applicazioni

Intelligenza artificiale: alcune applicazioni

Cos’hanno in comune tre aziende come Uber, BMW e Coca-Cola? Utilizzano, ciascuna nel proprio ambito, l’intelligenza artificiale; vediamo meglio come.
Intanto non sono le uniche a farlo, poi va anche sottolineato che non tutti sono d’accordo sulle varie definizioni di intelligenza artificiale, né su cosa sia davvero in realtà; infine aggiungiamo che l’IoT costituisce sia una fonte di dati per “alimentare” gli algoritmi intelligenti, sia un ambito applicativo importante con cui portare “sul campo” i benefici dell’utilizzo delle macchine “pensanti”.
Ma torniamo subito alle nostre aziende: Uber fa uso dell’intelligenza artificiale per l’identificazione delle persone, in particolare gli autisti, evitando eventuali frodi e garantendo l’ulteriore sicurezza dei passeggeri che utilizzano questa tecnologia; si tratta quindi di un’applicazione legata principalmente al riconoscimento delle immagini.
BMW ha realizzato per gli abbonati ad uno speciale servizio, uno strumento capace di aiutare nella pianificazione degli spostamenti tenendo conto delle abitudini degli utenti, del tipo di percorso e delle condizioni del traffico in tempo reale; qui parliamo invece di analisi multifattoriale e di ottimizzazione topologica.
Coca-Cola, dal canto suo, ha creato un’iniziativa di marketing per la promozione del marchio aziendale: chi partecipa deve semplicemente farsi fotografare accanto ad una bottiglia di quella che è probabilmente la più famosa bevanda a livello mondiale. Un sistema di auto-apprendimento, penserà quindi a “datare” esattamente quella bottiglia in funzione del logo riprodotto e di altri parametri, per dare vita quindi ad attività divertenti che coinvolgano i fan e diano risalto alle storie che hanno da raccontare.
Questi esempi riguardano brand importanti e molto noti, ma ci sono anche altre imprese che iniziano a mettere a frutto l’intelligenza artificiale; parliamo infatti di aziende come Jabil, che ha messo a punto un sistema per individuare proattivamente problemi nelle linee di produzione di componenti elettronici, riducendo sia la difettosità che la percentuale di scarti – oppure di Else Corp, una startup italiana che ha unito realtà virtuale ed intelligenza artificiale per rendere più accattivante l’esperienza di acquisto di generi di abbigliamento, consentendo di personalizzarli in tempo reale per ciascun cliente.

Fonte: economyup.it

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