venerdì , 19 gennaio 2018
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Smart city, commercio al dettaglio ed agrifood: ecco dove cresce l'IoT in Italia

Smart city, commercio al dettaglio ed agrifood: ecco dove cresce l’IoT in Italia

L’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano parla di un mercato da 2,8 miliardi di euro, il cui 70% è appannaggio di contatori intelligenti, automobili connesse ed edilizia – ambito nel quale i dispositivi domotici hanno registrato una crescente popolarità.
Ma cosa ne è del rimanente 30%, in cui dove dovrebbe registrarsi una certa crescita, vista la stabilizzazione dei comparti che hanno guidato la fase iniziale dell’introduzione di questa nuova tecnologia? A fornire una risposta è sempre il POLIMI, spiegando che i settori emergenti in cui gli oggetti intelligenti connessi stanno facendo la loro comparsa, sono principalmente tre: smart city, commercio al dettaglio e agroindustria.
Per quanto riguarda le città, a parte l’eccezione di Milano – che ha saputo cavalcare l’onda dell’Expo – i dati non sono incoraggianti: né le Pubbliche Amministrazioni né i cittadini dimostrano una grossa sensibilità su questo tema; probabilmente un forte impulso verrà dall’adozione della nuova tecnologia di telefonia mobile 5G, ma il divario tra l’Italia e gli altri Paesi resterà ampio in questo settore, che vede già molto avanti città come Londra, San Francisco e Singapore.
Ben diverse sono le premesse per retail ed agrifood; vediamone il perché.
Il crescente divario tra abitudini di acquisto online ed offline, vede i punti vendita tradizionali correre ai ripari informatizzando negozi e supermercati. Come mai? Oggi si cerca infatti di offrire un’esperienza più omogenea ai consumatori, i quali devono poter ricevere informazioni dettagliate, effettuare simulazioni e godere di modalità di pagamento più comode e flessibili quando si trovano in uno showroom. Per riuscirci, però, occorre dotare le aree commerciali di una serie di strumenti – tipicamente dispositivi IoT – che vanno dai beacon per la comunicazione mediante le app installate sugli smartphone, ai QR code utilizzati per contrassegnare i vari articoli. In pratica, chi ha con sé un dispositivo mobile, visita un punto vendita, osserva la merce esposta e quindi effettua un acquisto, lascia moltissime informazioni su di sé, sui suoi gusti e sulle sue preferenze. Si tratta non solo di colmare il gap tra canali di vendita online ed offline, ma anche di fornire al marketing i dati necessari per implementare un approccio personalizzato e proattivo alla comunicazione informativa e promozionale, grazie ad un’accurata profilazione dei clienti potenziali e reali.
Per quanto riguarda l’agricoltura (in ambiti come il precision farming e la smart agriculture), in Italia si sente sempre più la necessità di difendere l’immagine, la qualità e l’autenticità dei prodotti nazionali – a cominciare da olio e vino. Anche per coltivatori ed allevatori, c’è ora la possibilità di tracciare in modo accurato – grazie ad una serie di speciali sensori – l’intera storia delle derrate dal luogo di produzione fino alla tavola, incluse le metodologie di trattamento e di lavorazione delle materie prime e di preparazione degli alimenti; il tutto a tutela dei consumatori.

Fonte: repubblica.it

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